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L’OPINIONE, 21 Gennaio 1992

Cattolici, ortodossi e laici di fronte all’Est che cambia. A colloquio con p. Sergio Mercanzin.

 

Per la Chiesa cattolica ad Est non c’è solo la polemica contro la massoneria. È crisi aperta, ormai, con gli ortodossi, che hanno disertato il sinodo dei vescovi per proteste contro la “corsa all’Est” del Vaticano. E le acque sono agitate anche tra gli stessi cattolici di rito bizantino-ucraino contro cattolici di rito latino; cattolici di rito latino e di etnia lituana e bielorussa contro cattolici di rito latino e di etnia polacca. Di questoultimo problema si è discusso a fine dicembre al Centro Russia Ecumenica di p. Sergio Mercanzin, in un incontro cui hanno preso parte esponenti dell chiese polacca, lituana ed ucraina.


Ci spiega p. Mercanzin: “Il rimprovero che è stato fatto a noi cattolici è: come fate a predicare l’ecumenismo se non andate d’accordo neanche al vostro interno? È stato da questo stimolo che è nata l’idea dell’incontro. La conclusione, se vogliamo un po’ scontata, è stata che bisogna preferire ciò che unisce a ciò che divide. E che la semplice tolleranza non basta, se non si arriva anche al rispetto delle posizioni altrui”.

Cattolici contro laici e massoni. Ortodossi contro cattolici. Cattolici ucraini e cattolici lituani contro cattolici polacchi. Vi è un filo conduttore tra tutte queste polemiche?


Una spiegazione comune, probabilmente, c’è. Il comunismo, all’Est, ha congelato per tanto tempo la società, ibernandone i conflitti: religiosi, etnici, politici. Oggi il coperchio è salvato e la storia ha ripreso improvvisamente a camminare. Ma non credo che si possa trovare un filo conduttore vero e proprio. Se no dovrei pensare che c’è dietro la regia di qualcuno. Ma la regia di chi?

Il Sabato e Famiglia Cristiana parlano di un complotto massonico e capitalistico contro la chiesa per far prevalere nelle società ex-comuniste i valori del consumismo su quelli della fede …


Le tentazioni non hanno bisogno di incoraggiamenti. Se uno è povero, vuole diventare più ricco. Se uno è schiavo, vuole diventare libero. Certo, i mercanti fanno il loro mestiere di mercanti. Però vanno anche incontro a delle esigenze legittime. La gente non si accontenta della semplice sopravvivenza, vuole anche il benessere.

La Chiesa però si aspettava di più dall’Est. Ad esempio in Polonia …


Il totalitarismo impediva alle varie identità culturali e religiose di esprimersi. Così, queste identità hanno fatto blocco tra di loro e, in Polonia, si sono avvalse delle strutture ecclesiastiche. Allora è sembrato ad alcuni osservatori poco attenti che si trattasse di un paese tutto cattolico. Ma il cardinale Wyszynski aveva avvertito già molti anni fa: guardate, diceva, che in Polonia il numero degli aborti è immenso. Come sarebbe stato possibile, se i polacchi fossero stati davvero così massicciamente cattolici?

Quindi, non tutti i cattolici sono d’accordo con le tesi complottiste di giornali come Il Sabato …


Francamente, a Il Sabato io non darei troppo peso. La sua linea risente troppo degli sbandamenti  del suo direttore, un personaggio che da Lotta Continua a Montanelli ha fatto il giro di un po’ tutto l’arco ideologico. Ma, a parte questo,vorrei ricordare che il mondo cattolico non è assolutamenteun qualcosa di compatto, il pluralismo, tra di noi, è ormai una realtà.

E come si colloca “Russia Ecumenica”?


Per quanto mi riguarda al “Centro Russia Ecumenica” ho sempre voluto dare uno spirito di apertura.  Dove siamo stati intransigenti è stato sulla condanna dei regimi disumani. Non abbiamo mai confuso le vittime coi carnefici, non abbiamo mai blandito quei barbari al poter. Ma, in questa lotta, abbiamo sempre considerato come amici ed alleati tutti coloro che condividevano la scelta dei diritti umani. Fossero laici, ortodossi, cattolici, protestanti, ebrei, o anche agnostici.

 

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