Centro Russia Ecumenica

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Articoli

Il papa ha sempre avuto a cuore il tema dell'ecumenismo. Vi ha lavorato
incessantemente. Soffrendone e nello stesso tempo invocandolo attraverso
la presenza di Cristo, pescatore di anime. Perché la Comunione non può
mai dividere. Parla don Sergio Mercanzin, che ha fatto dell'Est e della Russia
in particolare il suo terreno di apostolato

di Angelo De Lorenzi

 

Don Sergio Mercanzin, veneto, è un sacerdote cattolico ed è presidente del Centro Russia Ecumenica, un centro di informazioni sul cristianesimo orientale nonché luogo d'incontro tra credenti e di dialogo ecumenico. Don Sergio  è diventato prete nel 1969 e per circa tre anni è rimasto nella sua diocesi originaria, a Padova. Poi la sua vita ebbe una svolta importante: “Conobbi un sacerdote slovacco, Paolo Hnilica, cha aveva bisogno di un segretario per la sua opera, la Pro Fratribus”.


Di che cosa si occupava quest'opera?
Si proponeva di fare luce sulla Chiesa del silenzio dell'Europa orientale. Io accettai l'incarico e per quattro anni svolsi attività di segretariato. Ci impegnammo in una grande attività di sensibilizzazione sul tema della persecuzione dei cristiani, organizzammo incontri, conferenze. Monsignor Hnilica mi ha letteralmente aperto gli occhi sulla realtà dell'Est. Mi consigliò anche di imparare il russo, perchè era il modo migliore per entrare in rapporto con le genti che abitano quelle regioni dell'Europa.

E lei che cosa fece?
Seguii il consiglio e imparai la lingua. Inoltre iniziai
a frequentare l'Istituto Pontificio Orientale, dove mi sono poi laureato in Scienze ecclesiastiche orientali. Ben presto l'Est, in particolare la Russia, è diventato il mio campo di apostolato. Poco dopo gli studi uni-versitari fondai a Roma il Centro Russia Ecumenica.

Perchè il centro porta questo nome?
Proprio perchè desideravamo intrattenere un rapporto ecumenico, in particolare nei confronti del mondo slavo di fede ortodossa. Sono un sacerdote cattolico, apostolico, romano e ho avuto il permesso
dalla Congregazione delle Chiese orientali di celebrare sia in rito latino sia in quello bizantino.

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